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Giuseppe Ungaretti
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Giuseppe Ungaretti (Alessandria d'Egitto, 8 febbraio 1888cite-ref-nascita-1-0[1] – Milano, 2 giugno 1970) è stato un poeta, scrittore, traduttore e giornalista italiano.

È stato uno dei principali poeti della letteratura italiana del XX secolo. La sua mwcwpoesia, inizialmente influenzata dal mwdasimbolismo francese, fu caratterizzata nei primi tempi da componimenti brevissimi, costituiti da poche mwdqparole essenziali e da mwdganalogie a volte ardite, compresi principalmente nella raccolta mwdwmweaL'Allegria (1919);cite-ref-2[2] passò poi a lavori più complessi e articolati dal contenuto concettualmente difficile. Una terza fase della sua evoluzione poetica, segnata dal mwfqdolore per la perdita prematura del figlio, ha compreso opere meditative dall'intensa riflessione sul destino umano. Negli ultimi anni le sue poesie furono specchio della mwfgsaggezza, ma anche del distacco e della tristezza dell'età avanzata. È stato inoltre considerato da alcuni critici come anticipatore dell'mwfwermetismo.cite-ref-3[3]

«La poesia è poesia quando porta in sé un segreto.»

(Giuseppe Ungaretticite-ref-4[4])

Contents

Opere
Poesie
Omaggi
Note

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Biografia

Gli anni giovanili

Giuseppe Ungaretti nacque ad mwjqAlessandria d'Egitto, nel quartiere periferico Moharrem Bek,cite-ref-vita-d-un-uomo-lvii-5-0[5] l'8 febbraio del 1888cite-ref-nascita-1-1[1] da genitori mwlgitaliani originari di mwlwLuccacite-ref-6[6]. Il padre Antonio (1842-1890) era un operaio impiegato allo scavo del mwnacanale di Suez, che morì due anni dopo la nascita del futuro poeta a causa di un'mwnqidropisia, malattia contratta negli anni di estenuante lavoro.cite-ref-7[7] La madre, Maria Lunardini (1850-1926), mandò avanti la gestione di un mwogforno di proprietà, con il quale riuscì a garantire gli studi al figlio, che si poté così iscrivere presso una delle più prestigiose scuole di Alessandria d'Egitto, la svizzera École artistique Jacot.cite-ref-vita-d-un-uomo-lvii-5-1[5] Alla figura materna dedicherà la poesia mwpwLa madre, scritta nel 1930, a quattro anni dalla morte della donna.cite-ref-8[8]

L'amore per la mwrqpoesia sorse in lui durante questo periodo scolastico, intensificandosi grazie alle amicizie che egli strinse nella città egiziana, così ricca di antiche tradizioni come di nuovi stimoli, derivanti dalla presenza di persone provenienti da tanti paesi del mondo; Ungaretti stesso ebbe una balia originaria del mwrgSudan, una domestica mwrwcroata e una bambinaia mwsaargentina.

In questi anni, attraverso la mwsgrivista mwswmwtaMercure de France, il giovane si avvicinò alla mwtqletteratura francese e, grazie all'abbonamento a mwtgmwtwLa Voce,cite-ref-9[9] anche a quella mwvaitaliana. Inizia così a leggere, tra gli altri, le opere di mwvqArthur Rimbaud, mwvgStéphane Mallarmé, mwvwGiacomo Leopardi, mwwaFriedrich Nietzsche e mwwqCharles Baudelaire, quest'ultimo grazie all'amico mwwgMoammed Sceab.cite-ref-10[10]

Ebbe anche uno scambio epistolare con mwyaGiuseppe Prezzolini. Nel 1906 conobbe mwyqEnrico Pea, da poco tempo emigrato in mwygEgitto, con il quale condivise l'esperienza della "Baracca Rossa", un deposito di marmi e legname dipinto di rosso, sede d'incontri per mwywsocialisti e mwzaanarchici.cite-ref-11[11]

Iniziò a lavorare come corrispondente commerciale, attività che svolse per qualche tempo, ma realizzò alcuni investimenti sbagliati; si trasferì poi a mwagParigi per intraprendere gli studi universitari.

Il soggiorno in Francia

Nel 1912, dopo un breve periodo trascorso a mwbqIl Cairo, lasciò dunque l'Egitto e si recò in mwbgFrancia. Nel tragitto vide per la prima volta l'mwbwItalia e il suo mwcapaesaggio montano. A Parigi, frequentò per due anni le lezioni tenute dal filosofo mwcqHenri Bergson, dal filologo mwcgJoseph Bédier e da mwcwFortunat Strowski, presso la mwdaSorbona (presentando una mwdqtesina su mwdgMaurice de Guérin con Strowski) e il mwdwCollège de France.

Entrato in contatto con un ambiente artistico internazionale, conobbe mweqGuillaume Apollinaire, con il quale strinse una solida amicizia, mwegGiovanni Papini, mwewArdengo Soffici, mwfaAldo Palazzeschi, mwfqPablo Picasso, mwfgGiorgio de Chirico, mwfwAmedeo Modigliani e mwgaGeorges Braque. Invitato da Papini, Soffici e Palazzeschi, iniziò ben presto a collaborare alla rivista mwgqmwggLacerba, pubblicando tra il febbraio e il maggio del 1915 poesie d'ispirazione mwgwfuturista (alcune sue liriche richiamano direttamente i versi di Palazzeschi).

Nel 1913 morì l'amico d'infanzia mwhqMoammed Sceab, suicida nella stanza dell'albergo di rue des Carmes,cite-ref-12[12] che condivideva con Ungaretti. Nel 1916, all'interno della raccolta di versi mwiwmwjaIl porto sepolto, verrà pubblicata la poesia a lui dedicata, mwjqIn memoria. La figura dell'amico morto suicida a Parigi è presente anche in altri testi, quali ad esempio: mwjgRoman cinéma (in francese) e mwjwChiaroscuro. Ungaretti ne parla più volte anche nella corrispondenza epistolare.cite-ref-13[13]

In Francia, Ungaretti filtrò le precedenti esperienze, perfezionando le conoscenze letterarie e lo stile poetico. Dopo qualche pubblicazione su mwlqLacerba (16 componimenti), avvenute grazie al sostegno di Papini, Soffici e Palazzeschi, decise di partire volontariocite-ref-14[14] per la mwmgGrande Guerra.

La prima guerra mondiale

Quando nel 1914 scoppiò la mwowprima guerra mondiale Ungaretti partecipò attivamente alla campagna mwpainterventista, arruolandosi in seguito nel 19º mwpqReggimento di mwpgfanteria della mwpwBrigata "Brescia", quando, il 24 maggio del 1915, l'mwqaItalia entrò in guerra.
A seguito delle battaglie sul mwqgCarso cominciò a tenere un taccuino di poesie, che furono poi raccolte dall'amico mwqwEttore Serra (un giovane ufficiale) e stampate, in ottanta copie, presso lo Stabilimento Tipografico Friulano di mwraUdine nel 1916, con il titolo mwrqIl porto sepolto.

Collaborava a quel tempo anche al mwrwgiornale di trincea mwsaSempre Avanti. Trascorse un breve periodo a mwsgNapoli, nel 1916 (testimoniato da alcune sue poesie, per esempio mwswNatale: mwta"Non ho voglia / di tuffarmi / in un gomitolo di strade...").cite-ref-16[16] Il 26 gennaio del 1917, a mwuqSanta Maria la Longa, vicino a Udine, scrisse la nota poesia mwugmwuwMattina.

Nella primavera del 1918 il reggimento al quale apparteneva Ungaretti si recò a combattere in mwvqFrancia, nella mwvgChampagne, con il mwvwII Corpo d'armata italiano del generale mwwaAlberico Albricci. Nel luglio 1918 scrisse mwwqmwwgSoldati, composta nel bosco di Courton.cite-ref-courton-17-0[17] Al suo rientro a Parigi, il 9 novembre del 1918, nel suo attico parigino, trovò l'amico mwxwGuillaume Apollinaire a letto, probabilmente già morto, stroncato dalla mwyafebbre spagnola.

Tra le due guerre

Dopo la guerra Ungaretti restò nella capitale francese, dapprima come corrispondente del mw0ggiornale mw0wmw1aIl Popolo d'Italia, diretto da mw1qBenito Mussolini, e in seguito come impiegato all'ufficio stampa dell'ambasciata italiana. Nel 1919 venne stampata, a Parigi, la raccolta di versi in mw1gfrancese mw1wLa guerre - Une poésie, che sarà poi inclusa nella sua seconda raccolta di versi mw2amw2qAllegria di naufragi, pubblicata a mw2gFirenze nello stesso anno.

Nel 1920 conobbe e sposò Jeanne Dupoix, dalla quale avrà tre figli: Jean-Claude, nato e morto nell'estate del 1921cite-ref-18[18], Anna Maria (o Anna-Maria, come soleva firmare, con il trattino alla francese) detta mw4aNinon (mw4qRoma, 17 febbraio 1925 - Roma, 26 marzo 2015), e Antonio Benito, detto Antonietto (mw4gMarino, 19 febbraio 1930 - mw4wSan Paolo del Brasile 1939).cite-ref-19[19]cite-ref-20[20]

Nel 1921 si trasferì con la famiglia a Marino, in mw8qprovincia di Roma,cite-ref-21[21] e collaborò all'ufficio stampa del mw9gMinistero degli esteri. Gli anni venti segnarono un cambiamento nella vita privata e culturale del poeta. Aderì al mw9wfascismo,cite-ref-22[22] firmando il mw-aManifesto degli intellettuali fascisti nel 1925.

In quegli anni, svolse un'intensa attività letteraria su quotidiani e riviste francesi (mw-gmw-wCommerce e mwaqaMesures) e italiane (su mwaqemwaqiLa Gazzetta del Popolo), e realizzò diversi viaggi, in mwaqmItalia e all'estero, per varie conferenze, ottenendo nel frattempo diversi riconoscimenti di carattere ufficiale, come il Premio del Gondoliere. Furono questi anche gli anni della maturazione dell'opera mwaqumwaqySentimento del Tempo; le prime pubblicazioni di alcune liriche dell'opera avvennero su mwaqcmwaqgL'Italia letteraria e mwaqkCommerce.
Nel 1923 venne ristampato mwaqsIl porto sepolto, presso mwaqwLa Spezia, con una mwaq0prefazione di Benito Mussolini, che aveva conosciuto nel 1915, durante la campagna dei socialisti interventisti.cite-ref-23[23]

Nel 1925, come accennato, fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti, redatto da mwarmGiovanni Gentile e pubblicato sui principali quotidiani dell'epoca, in cui si esaltava il fascismo come un movimento rivoluzionario e proiettato al progresso. L'8 agosto del 1926, nella villa di mwarqLuigi Pirandello, nei pressi di Sant'Agnese, sfidò a duello mwaruMassimo Bontempelli a causa di una polemica nata sul quotidiano romano mwaryIl Tevere: Ungaretti fu leggermente ferito al braccio destro e il duello finì con una riconciliazione.cite-ref-24[24]

Sempre nell'estate del 1926 si trasferì a Marino (dove scrisse la poesia mwarwStelle), ufficializzò all'anagrafe la sua nuova residenza il 21 luglio 1927, prima in un appartamento sito al numero civico 68 di corso Vittoria Colonna, poi, dall'8 settembre 1931, in un villino di viale Mazzini con numero civico 7, detto il "Ghibellino", dove soggiornò fino al 27 settembre 1934 con la moglie Jeanne Dupoix e la figlia Anna Maria.

Nel 1928, invece, maturò la sua mwar4conversione religiosa al mwar8cattolicesimo,cite-ref-25[25] come testimoniato anche nell'opera mwasqmwasuSentimento del Tempo.

A partire dal 1931 il poeta ebbe l'incarico di inviato speciale per mwascLa Gazzetta del Popolo e si recò, pertanto, in Egitto, in mwasgCorsica, nei mwaskPaesi Bassi e nell'mwasoItalia meridionale, raccogliendo il frutto di quest'esperienze vissute nella raccolta mwassIl povero nella città (che sarà pubblicato nel 1949), e nella sua rielaborazione mwaswIl deserto e dopo, che vedrà la luce solamente nel 1961. Nel 1933 il poeta aveva raggiunto il massimo della sua fama.

Nel 1936, durante un viaggio in mwas4Argentina su invito del mwas8Pen Club, gli venne offerta la cattedra di Letteratura italiana presso l'mwataUniversità di San Paolo del Brasile, che Ungaretti accettò; trasferitosi quindi con tutta la famiglia in mwateBrasile, vi rimarrà fino al 1942. A San Paolo, morirà il figlio Antonietto, nel 1939, all'età di nove anni, per un'mwatiappendicite mal curata, lasciando il poeta in uno stato di acuto dolore e di intensa prostrazione interiore, evidente in molte delle sue poesie successive, raccolte in mwatmIl Dolore, del 1947, e in mwatqUn Grido e Paesaggi, del 1952.

La seconda guerra mondiale e il dopoguerra

Nel 1942 Ungaretti ritornò in Italia e venne nominato mwaueAccademico d'Italia e, "per chiara fama", professore di Letteratura moderna e contemporanea presso l'mwauiUniversità "La Sapienza" di Roma. Nel marzo 1943, Ungaretti tenne una lezione all'mwaumUniversità di Zagabria su "Leopardi iniziatore della lirica moderna",cite-ref-26[26] nell'ambito delle più grandi politiche mussoliniane di penetrazione culturale dell'mwaugItalia in mwaukCroazia.
Nonostante i suoi meriti letterari e accademici, il poeta sarebbe stato vittima dell'mwausepurazione seguita alla mwauwcaduta del regime fascista: esattamente dal luglio del 1944, anno in cui il Ministro dell'Istruzione mwau0Guido De Ruggiero firmò il decreto di sospensione di Ungaretti dall'insegnamento, fino al febbraio 1947, quando il nuovo Ministro dell'Istruzione mwau4Guido Gonella reintegrò definitivamente il poeta come docente.cite-ref-27[27] A testimonianza del suo strenuo impegno per essere reintegrato, c'è una lettera, datata 17 luglio 1946, inviata all'allora mwavmpresidente del Consiglio mwavqAlcide De Gasperi,cite-ref-28[28] in cui Ungaretti difendeva la propria causa, elencando i suoi numerosi meriti conseguiti in Italia e all'estero. Il poeta avrebbe poi mantenuto il suo ruolo di docente universitario fino al 1958 e in seguito, come "fuori ruolo", fino al 1965.
Attorno alla sua cattedra si formarono alcuni degli intellettuali che si sarebbero in seguito distinti per importanti attività culturali e accademiche, come mwavoLeone Piccioni, mwavsLuigi Silori, mwavwMario Petrucciani, mwav0Raffaello Brignetti, mwav4Ornella Sobrero, mwav8Franco Costabile, ed mwawaElio Filippo Accrocca.

A partire dal 1942 la mwawicasa editrice Mondadori iniziò la pubblicazione dell'opera omnia di Ungaretti, intitolata mwawmVita d'un uomo. Nel secondo dopoguerra, Ungaretti pubblicò nuove raccolte poetiche, dedicandosi con entusiasmo a quei viaggi che gli davano modo di diffondere il suo messaggio e ottenendo significativi premi, come il premio Montefeltro nel 1960 e il premio Etna-Taormina nel 1966. Pubblicò un'apprezzata traduzione della mwawymwawcFedra di mwawgJean Racine e nel 1954 sfiorò il mwawkpremio Nobel per la letteratura.cite-ref-29[29] Ungaretti rimase molto amareggiato dalla mancata assegnazione del premio.cite-ref-30[30]cite-ref-31[31]

Gli ultimi anni

Nei suoi ultimi anni Giuseppe Ungaretti intrecciò una relazione sentimentale con l'italo-brasiliana mwaxgBruna Bianco (più giovane di lui di cinquantadue anni), conosciuta casualmente in un hotel di San Paolo del Brasile, dove si trovava per una conferenza. Della loro appassionata storia d'amore restano, come testimonianza, quattrocento lettere. Nel 1968 Ungaretti ottenne particolare successo grazie alla televisione: prima della messa in onda dello sceneggiato televisivo lmwaxk'mwaxomwaxsOdissea di mwaxwFranco Rossi, il poeta leggeva alcuni brani tratti dal poema omerico, suggestionando il pubblico grazie alla sua espressività di declamatore. Sempre nel 1968, per i suoi ottant'anni, Ungaretti venne festeggiato in mwax0Campidoglio, in presenza del presidente del Consiglio mwax4Aldo Moro; a rendergli onore i poeti mwax8Montale e mwayaQuasimodo.cite-ref-32[32]

Nel 1969 la Mondadori inaugurò la collana dei mwayoMeridiani pubblicando l'opera omnia ungarettiana. Nello stesso anno il poeta fondò l'associazione mwaysRome et son histoire.cite-ref-33[33] Nel novembre 1969 è uscito l'mwazaalbum discografico mwazemwaziLa vita, amico, è l'arte dell'incontro di Giuseppe Ungaretti, mwazmSergio Endrigo e mwazqVinícius de Moraes. Nella notte tra il 31 dicembre del 1969 e il 1º gennaio del 1970, Ungaretti scrisse la sua ultima poesia, mwazuL'Impietrito e il Velluto, pubblicata in una cartella litografica il giorno dell'ottantaduesimo compleanno del poeta.

Nel 1970 un viaggio a mwazcNew York, negli mwazgStati Uniti, durante il quale gli fu assegnato un prestigioso premio internazionale dall'mwazkUniversità dell'Oklahoma, debilitò definitivamente la sua pur solida fibra. Morì a mwazoMilano, nella notte tra il 1º e il 2 giugno 1970, all'età di 82 anni, per una mwazsbroncopolmonite. Il 4 giugno si svolse il suo funerale a Roma, nella mwazwbasilica di San Lorenzo fuori le mura, ma non vi partecipò alcuna rappresentanza ufficiale del mwaz0Governo italiano. È sepolto nel mwaz4cimitero del Verano, accanto alla moglie Jeanne e alla figlia Ninon.

Poetica

mwaaeL'Allegria è un momento chiave della storia della letteratura italiana: Ungaretti rielabora in modo molto originale il messaggio formale dei simbolisti (in particolare dei versi spezzati e senza punteggiatura dei mwaaiCalligrammes di mwaamGuillaume Apollinaire), coniugandolo con l'esperienza atroce del male e della morte nella guerra. Al desiderio di fraternità nel dolore si associa la volontà di ricercare una nuova "armonia" con il cosmocite-ref-34[34] che culmina nella citata poesia mwaagmwaakMattina (1917). Questo spirito mistico-religioso si evolverà nella conversione in mwaaomwaasSentimento del Tempo e nelle opere successive, dove l'attenzione stilistica al valore della parola (e al recupero delle radici della nostra tradizione letteraria), indica nei versi poetici l'unica possibilità dell'uomo, o una delle poche, per salvarsi dall'"universale naufragio". Nella poetica ungarettiana, per esempio nelle poesie mwaawmwaa0Veglia e mwaa4Non Gridate Più, l'elemento in comune alle poesie è la voglia di portare avanti lo "mwaa8mwabaslancio vitale" ("mwabeNon sono mai stato tanto attaccato alla vita" - mwabiVeglia) verso la vita stessa che deriva dalla sensazione di precarietà (vedasi anche mwabmmwabqSoldati) e dalla visione della morte attraverso i corpi inermi dei compagni di battaglia. È proprio questo che permette di apprezzare la vita e quindi dare uno slancio verso il senso più profondo dell'esistenza e del mwabuCreato.

Il momento più drammatico del cammino di questa mwabcvita d'un uomo (così, come un "diario", definisce l'autore la sua opera complessiva) è sicuramente raccontato in mwabgIl Dolore: la morte in Brasile del figlioletto Antonio, che segna definitivamente il mwabkpianto dentro del poeta anche nelle raccolte successive, e che non cesserà più d'accompagnarlo. Solo delle brevi parentesi di luce gli sono consentite, come la passione per la giovanissima poetessa brasiliana mwaboBruna Bianco, o i ricordi di infanzia in mwabsI Taccuini del Vecchio, o quando rievoca gli mwabwsguardi d'universo di Dunja, anziana mwab0tata che la madre aveva accolto nella loro casa di Alessandria:cite-ref-35[35]

«Il velluto dello sguardo di Dunja

Fulmineo torna presente pietà.»

(da L'Impietrito e il Velluto, 1970)

La fortuna di Ungaretti

La poesia di Ungaretti creò un certo disorientamento sin dalla prima apparizione del mwackPorto Sepolto. A essa arrisero i favori sia degli intellettuali de mwacomwacsLa Voce, sia degli amici francesi, da mwacwGuillaume Apollinaire a mwac0Louis Aragon, che vi riconobbero la comune matrice simbolista. Non mancarono polemiche e vivaci ostilità da parte di molti critici tradizionali e del grande pubblico. Non la compresero, per esempio, i seguaci di mwac4Benedetto Croce, che ne condannarono il frammentismo.

A riconoscere in Ungaretti il poeta che per primo era riuscito a rinnovare formalmente e profondamente il verso della tradizione italiana, furono soprattutto i poeti dell'mwadaermetismo, che, all'indomani della pubblicazione del mwadeSentimento del tempo, salutarono in Ungaretti il maestro e precursore della propria scuola poetica, iniziatore della poesia «pura». Da allora la poesia ungarettiana ha conosciuto una fortuna ininterrotta. A lui, assieme a mwadiUmberto Saba e mwadmEugenio Montale, hanno guardato, come un imprescindibile punto di partenza, molti poeti del secondo Novecento.

Opere

Poesie

• mwadgmwadkIl porto sepolto, mwadoUdine, Stabilimento tipografico friulano, dicembre 1916; mwadsLa Spezia, Stamperia Apuana, 1923.
• mwad0Natale, Napoli, 26 dicembre 1916.
• mwad8La guerre. Une poésie, Paris, Etablissements lux, 1919. Ristampa: mwaeaNantes, Le passeur, 1999 (cura di mwaeeJ.-Charles Vegliante).
• mwaemmwaeqAllegria di naufragi, Firenze, Vallecchi, 1919.
• mwaeymwaecL'allegria, Milano, Preda, 1931.
• mwaekmwaeoSentimento del tempo, Firenze, Vallecchi, 1933.
• mwaewPoesie disperse, Milano, A. Mondadori, 1945. [1915-1927]
• mwae4La guerra, I edizione italiana, Milano, 1947.
• mwafaIl dolore. 1937-1946, Milano, A. Mondadori, 1947.
• mwafiDerniers Jours. 1919, Milano, Garzanti, 1947.
• mwafqLa terra promessa. Frammenti, Milano, A. Mondadori, 1950.
• mwafyGridasti soffoco..., Milano, Edizioni Fiumara, 1951.
• mwafgUn grido e paesaggi, Milano, Schwarz, 1952.
• mwafoLes cinq livres, texte français établi par l'Auteur et Jean Lescure, Paris, Les éditions de minuit, 1953.
• mwaf0Il taccuino del vecchio, Milano, A. Mondadori, 1960.
• mwaf8Dialogo, con mwagaBruna Bianco, Milano, Fògola, 1968.

Prosa e saggistica

• mwagqIl povero nella città, Milano, Edizioni della meridiana, 1949.
• mwagyIl deserto e dopo, Milano, A. Mondadori, 1961.
• mwaggSaggi e interventi, Milano, A. Mondadori, 1974.
• mwagoInvenzione della poesia moderna. Lezioni brasiliane di letteratura (1937-1942), a cura di Paola Montefoschi, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1984.

Traduzioni

• mwag4Traduzioni. Saint-John Perse, William Blake, Gongora, Esenin, Jean Paulhan, Affrica, Roma, Edizioni di Novissima, 1936.
• mwaha22 sonetti di Shakespeare, Roma, Documento, Editore Libraio, 1944.
• mwahi40 sonetti di Shakespeare, Milano, A. Mondadori, 1946.
• mwahqDa Góngora e da Mallarmé, Milano, A. Mondadori, 1948.
• mwahyJean Racine, mwahcFedra, Milano, A. Mondadori, 1950.
• mwahkVisioni di William Blake, Milano, A. Mondadori, 1965.

Epistolari

• mwah0Lettere dal fronte a mwah4Gherardo Marone (1916-1918), a cura di Armando Marone, Introduzione di mwah8Leone Piccioni, Milano, A. Mondadori, 1978; con il titolo mwaiaDa una lastra di cemento. Lettere dal fronte, nuova ed., Introduzione e cura di Francesca Bernardini Napoletano, Collana Meridiani paperback, Mondadori, 2015, ISBN 978-88-046-5352-3.
• mwaimLettere a mwaiqSoffici, 1917-1930, a cura di Paola Montefoschi e Leone Piccioni, Collana Nuovi Saggi, Firenze, Sansoni, 1981.
• mwaiyLettere a mwaicEnrico Pea, a cura di Jole Soldateschi, con una nota introduttiva di mwaigGiorgio Luti, Milano, Libri Scheiwiller, 1983, ISBN 978-88-764-4016-8.
• G. Ungaretti-mwaisGiuseppe De Robertis, mwaiwCarteggio 1931-1962, con un'Appendice di redazioni inedite di poesie di Ungaretti, Introduzione, testi e note a cura di Domenico De Robertis, Milano, Il Saggiatore, 1984.
• mwai4Lettere a mwai8Giovanni Papini. 1915-1948, a cura di Maria Antonietta Terzoli, Introduzione di Leone Piccioni, Collana Saggi e testi, Milano, A. Mondadori, 1988, ISBN 978-88-043-1572-8.
• mwajiCahiers mwajmJean Paulhan 5. Correspondance Jean Paulhan, Giuseppe Ungaretti, 1921-1968, Edition établie et annotée par Jacqueline Paulhan, Luciano Rebay et Jean-Charles Vegliante, Préface de Luciano Rebay, Paris, Gallimard, 1989, ISBN 978-20-707-1665-4.
• mwajyVincenzo Cardarelli-G. Ungaretti, mwajcLettere a Corrado Pavolini, a cura di F. Bernardini Napoletano e M. Mascia Galateria, Collana Carte e carteggi del Novecento, Roma, Bulzoni, 1989, ISBN 978-88-711-9045-7.
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• mwakuCarlo Betocchi-G. Ungaretti, mwakyLettere 1946-1970, a cura di E. Lima, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2012, ISBN 978-88-603-2198-5.
• mwakkL'allegria è il mio elemento. Trecento lettere con Leone Piccioni, con una testimonianza di L. Piccioni, a cura di Silvia Zoppi Garampi, Collana Oscar Scrittori moderni, Milano, Mondadori, 2013, ISBN 978-88-046-3120-0.
• mwakwVittorio Sereni-G. Ungaretti, mwak0Un filo d'acqua per dissetarsi. Lettere 1949-1969, a cura di G. Palli Baroni, Collana Lettere, Milano, Archinto, 2013, ISBN 978-88-776-8638-1.
• mwalaLettere dal fronte a mwaleMario Puccini, a cura di F. De Nicola, Milano, Archinto, 2015, ISBN 978-88-776-8671-8.
• mwalqLuigi Nono-G. Ungaretti, mwaluPer un sospeso fuoco. Lettere 1950-1969, a cura di Paolo Dal Molin e Maria Carla Papini, Milano, Il Saggiatore, 2016, ISBN 978-88-428-2115-1.
• mwalgLettere a mwalkBruna [nome completo: Bruna Angela Bianco], a cura di mwaloSilvio Ramat, Collana Oscar Moderni. Baobab, Milano, Mondadori, 2017, ISBN 978-88-046-8113-7.
• mwal0Giuseppe Ungaretti in Borromeo, carteggio tra mwal4Cesare Angelini e Giuseppe Ungaretti, a cura di Fabio Maggi, in "Quaderni borromaici", n. 4, Associazione Alunni dell’Almo Collegio Borromeo - Interlinea, 2017, Pavia, pp.mwal8 109–121.
• mwameLe lettere di una vita 1909-1970, a cura di Francesca Bernardini Napoletano, Collana Oscar Moderni. Baobab, Milano, Mondadori, 2022, ISBN 978-88-047-2495-7.

Opere complete

• mwamyVita d'un uomo, Vol. I, mwamcL'allegria. 1914-1919, Milano, A. Mondadori, 1942; Vol. II, mwamgSentimento del tempo. 1919-1935, Milano, A. Mondadori, 1943; Vol. III, mwamkPoesie disperse, Milano, A. Mondadori, 1945; Vol. IV, mwamo40 sonetti di Shakespeare, Milano, A. Mondadori, 1946; Vol. V, mwamsIl dolore. 1937-1946, Milano, A. Mondadori, 1947; Vol. VI, mwamwDa Gongora e da Mallarmé, Milano, A. Mondadori, 1948; Vol. VII, mwam0Fedra di Jean Racine, Milano, A. Mondadori, 1950; Vol. VIII, mwam4La Terra promessa. Frammenti, Milano, A. Mondadori, 1954; Vol. IX, mwam8Un grido e paesaggi, Milano, A. Mondadori, 1954; Vol. X, mwanaIl taccuino del vecchio, Milano, A. Mondadori, 1960; Vol. XI, mwaneIl deserto e dopo. 1931-1946, Milano, A. Mondadori, 1961; Vol. XII, mwaniVisioni di William Blake, Milano, A. Mondadori, 1965. [edizione esaurita]
• mwanqTutte le poesie, a cura di Leone Piccioni,cite-ref-36[36] Collana I Meridiani, Milano, A. Mondadori, 1969; Nuova ed. ampliata e riveduta, a cura di mwankCarlo Ossola, Collana I Meridiani, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-04-58349-3.
• mwanwAlbum Ungaretti, a cura di Leone Piccioni, Album dei Meridiani, Milano, Mondadori, 1989, ISBN 978-88-043-2767-7.
• mwan8Vita d'un uomo. Saggi e interventi, a cura di Mario Diacono e Luciano Rebay, Prefazione di mwaoaCarlo Bo, Milano, Mondadori, 1974, pp.mwaoe C-906 ISBN 978-88-041-1459-8.
• mwaoqVita d'un uomo. Viaggi e lezioni, a cura di Paola Montefoschi, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 978-88-044-8095-2.
• mwaocVita d'un uomo. Traduzioni poetiche, a cura di Carlo Ossola e G. Radin, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2010, ISBN 978-88-045-9426-0.

Album discografici

• mwaowmwao0La vita, amico, è l'arte dell'incontro, 1969, in collaborazione con mwao4Sergio Endrigo e mwao8Vinícius de Moraes.

Archivio

Il fondo Giuseppe Ungaretticite-ref-37[37] è conservato presso l'Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti" del mwapyGabinetto Vieusseux, donato nell'aprile 2000 da Anna Maria Ungaretti Lafragola, figlia del poeta. Il fondo, che giunge raccolto in 46 faldoni, contiene la corrispondenza del poeta, i manoscritti e i dattiloscritti della sua produzione poetica, critica e di traduttore, i ritagli di giornale con suoi testi o con articoli e saggi a lui dedicati.

Omaggi

• A Giuseppe Ungaretti è dedicato un mwapoAirbus A320-216 della compagnia aerea mwapsAlitalia, codice EI-DTM.cite-ref-38[38]

Nella cultura di massa

• Ungaretti appare come personaggio nel romanzo mwaqmmwaqqIl coraggio del pettirosso di mwaquMaurizio Maggiani.

Onorificenze e riconoscimenti

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana


2 giugno 1958

Note

cite-note-nascita-11. Venne registrato all'anagrafe come nato il 10 febbraio, e festeggiò sempre il suo compleanno in quest'ultima data. F. Del Beccaro, mwaruAlle origini di Ungaretti, in «Rassegna lucchese», 49, 1970, p. 10.
cite-note-22. Ettore Allodoli, Giovanni Buti, mwarkStoria della letteratura italiana, Firenze, Sandron, 1963.
cite-note-33. Francesco Flora, mwar0La poesia ermetica, Bari, Laterza, 1936
cite-note-44. mwaseIntervista presso la Rai di mwasiEttore Della Giovanna, 1961
cite-note-vita-d-un-uomo-lvii-55. G. Ungaretti, mwasgVita d'un Uomo (Tutte le poesie), Milano, mwaskArnoldo Mondadori Editore, 1969, p. LVII.
cite-note-66. Giulio Ferroni, Antonio Saccone, mwas0mwas4La sabbia e il marmo, Donzelli, 2012, p. 25.
cite-note-77. Che Antonio Ungaretti morì a causa di una malattia contratta mentre lavorava come operaio al Canale di Suez è narrato dallo stesso poeta (G. Ungaretti, mwatiIl lavoro degli italiani, in «Gazzetta del Popolo», 6 agosto 1931); la stessa ipotesi è ribadita da Leone Piccioni (mwatmVita d'un poeta, Milano, Rizzoli, 1970) e da Walter Mauro (mwatqVita di Giuseppe Ungaretti, Camunia, Milano 1990). Altri studiosi propongono l'ipotesi dell'infortunio sul lavoro (M. Diacono e L. Rebay, mwatuCronologia di mwatySaggi e Interventi, Milano, Mondadori, 1974). Una tesi leggermente diversa è proposta in C. Auria, mwatcLa vita nascosta di Giuseppe Ungaretti, Firenze, Le Monnier, 2019, pp. 5 e 319-320 dove - anche sulla base di un articolo ispirato dallo stesso poeta (G. Ansaldo, mwatgGiuseppe Ungaretti, «Il Lavoro» di Genova, 22 agosto 1933) - si osserva che Antonio Ungaretti a Suez non fece l'operaio ma il sorvegliante ai lavori.
cite-note-88. Maria Grazia Di Filippo, Chiara Smirne, mwatwmwat0Poesia italiana del Novecento, De Agostini, 2011, p. 115.
cite-note-99. Ungaretti sottoscrisse un abbonamento alla «Voce» nel 1910 (Lettera di Ungaretti a Prezzolini del 22 marzo 1911, mwaueLettere a Giuseppe Prezzolini, a cura di M. A. Terzoli, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2000, p. 3).
cite-note-1010. Muḥammad Shihāb, di famiglia egiziana piuttosto benestante (Ungaretti lo qualificava, con enfasi poetica, come "mwauufiglio di Emiri nomadi"), era nato ad mwauyAlessandria d'Egitto il 23 gennaio 1887 da Ibrāhīm Shihāb e da ʿĀʾisha, di cui tuttavia non ci è pervenuto il nome di famiglia. Fu grande amico del futuro poeta, in quanto entrambi frequentavano il liceo Jacot, dove si appassionarono dei testi di Baudelaire e Nietzsche. Nel 1912, appena venticinquenne, emigrò in mwaucFrancia, a mwaugParigi, dove fu ben presto raggiunto da Ungaretti. Patì la frustrante condizione dell'esule (s'era dato, nel vano tentativo d'integrazione nella società parigina, persino il nome di Marcel), mantenendosi come contabile. Morì suicida il 9 settembre 1913, nella medesima pensione di mwaukRue des Carmes 5 in cui viveva con Ungaretti. Moammed Sceab fu seppellito nel cimitero di mwauoIvry-sur-Seine, come in una sua poesia ricorda il suo memore e affezionato compagno di scuola e amico di gioventù.
cite-note-1111. Giuseppe Ungaretti, mwau4Vita d'un uomo - Saggi e interventi, Segrate, mwau8Arnoldo Mondadori Editore, 1974, p. 681. ISBN 978-88-04-11459-8.
cite-note-1212. Nelle immediate vicinanze dell'attuale fermata "Maubert-Mutualité" della métro parigina.
cite-note-1313. mwavcStereoscopie ungarettiane: mwavgIn memoria e mwavkRoman cinéma.
cite-note-1414. Che il poeta si fosse arruolato volontario l'ha sostenuto per primo Mario Puccini nel 1927 (mwav0Il Misticismo nella poesia: Ungaretti uomo di pena, «Bilycnis», n. 208, Aprile 1927, p. 248) e poi Luciano Rebay nel 1962 (mwav4Le origini della poesia di Giuseppe Ungaretti, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1962, p. 13). Tuttavia alcuni studiosi hanno fatto presente che il poeta non s'arruolò volontario, trattandosi di un "normale" arruolamento in seguito alla Mobilitazione generale: N. Bultrini - L. Fabi, mwav8Pianto di pietra. La Grande Guerra di Giuseppe Ungaretti, Guidonia, Iacobelli, 2018, p. 19; P. Montefoschi, mwawaCronologia di Viaggi e Lezioni, Milano, Mondadori, 2000, p. LXXIII; C. Auria, La vita nascosta di Giuseppe Ungaretti, Le Monnier, Firenze 2019, pp. 97-98. Stralci di documenti militari relativi alla partecipazione di Ungaretti alla Prima guerra mondiale e informazioni sulla sua presenza al fronte e nelle retrovie sono pubblicati su mwaweGiuseppe Ungaretti La Grande Guerra mwawiArchiviatomwawm il 23 marzo 2020 in mwawqInternet Archivemwawu.
cite-note-151. Il 12 agosto 1919 Ungaretti fu congedato dall’esercito con il grado di caporale. Vedi: mwawomwawsmwawwUngaretti, Giuseppe in "Dizionario Biografico", su mwaw0treccani.it.
cite-note-1616. G. Ungaretti, mwaxeTutte le poesie, cit., p.62
cite-note-courton-1717. sulla mwaxuMontagna di Reims (vedi: mwaxymwaxcmwaxgBois de Courton, su mwaxkGeoNames, geonames.org.), nei pressi, a mwaxoChaumuzy, è stato dedicato un monumento ai soldati italiani che hanno combattuto nella prima guerra mondiale.
cite-note-1818. citerefdbiStefano Colangelo, mwax4mwax8UNGARETTI, Giuseppe, in mwayamwayeDizionario biografico degli italiani, vol.mwayi 97, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2020.mwaym
cite-note-1919. mwayo(mwaysmwaywPT) mway0mway4Ninon e Antonietto Ungaretti mway8estudantes em São Paulomwaza (mwazemwaziPDF), su mwazmpovo.it.
cite-note-2020. Antonio Benito Ungaretti (detto Antonietto) nacque a Marino Laziale il 9 febbraio 1930. L'atto di nascita è riprodotto in mwazcUngaretti a Marino. Giornata di ricordi e onoranze, a cura di U. Onorati, Biblioteca di interesse locale «G. Torquati», Marino, 1990, p. 33. Il libro di Onorati, a p. 33, riproduce anche l'atto di battesimo di Antonio Ungaretti.
cite-note-2121. La targa marmorea posta nel 1990 sul muro esterno della sede del Comune di Marino dichiara che Ungaretti visse nella cittadina laziale dal 1927 al 1934. E aggiunge: "A Marino per la prima volta gli sorrise il felice volto del figlio Antonietto".
cite-note-2222. Gli studiosi sono divisi circa l'adesione di Ungaretti al fascismo e al suo rapporto con Mussolini. Da un lato Leone Piccioni e Walter Mauro. Piccioni ha sostenuto che «strano a dirsi, Mussolini subiva piuttosto Ungaretti, affascinato, forse dal suo disinteresse, dalla sua sincerità negli slanci dell'animo appassionato, senza mai calcoli in alcun senso, con ingenue credulità certo assai insolite anche allora» (L. Piccioni, mwaz4Vita d'un poeta, Rizzoli, Milano 1970, p. 66). Mauro ha affermato che «Del resto, sui rapporti di Ungaretti con Mussolini, si è lungamente speculato con citazioni estrapolate da discorsi di diverso significato. Il politico e il poeta si conobbero poco prima della guerra, l'uno, Ungaretti, anarchico ma interventista, l'altro, Mussolini, socialista e interventista, ma poi si perdettero di vista, e se qualche utile il poeta ebbe dal dittatore, semmai si può ritrovare negli aiuti di Ungaretti ad antifascisti ed ebrei, al tempo delle leggi razziali; non certo ottenne favori, se nel 1936 dovette emigrare in Brasile, e laggiù insegnare fino alla liberazione dal fascismo» (W. Mauro, mwaz8Vita di Giuseppe Ungaretti, Milano, Camunia, 1990, p. 81). Altri studiosi hanno assunto una posizione diversa. Robert S. Dombroski ha evidenziato «l'appoggio costante (si oserebbe dire servile) che Ungaretti dette al fascismo» (R.S. Dombronski, mwa0aL'esistenza ubbidiente, letterati italiani sotto il fascismo, Napoli, Guida, 1984, p. 71). Patrizia Guida ha affermato che «La sua adesione volontaria al fascismo non fu, come per altri scrittori, un'accettazione passiva di una forza politica che si proponeva al Paese come sistema; egli vi aderì consapevolmente e con premeditazione sin dagli anni in cui il Fascio costruiva la sua ideologia...» (P. Guida, mwa0eUngaretti privato. Lettere a Paul-Henri Michel, Rovato-Lecce, Pensa multimedia, 2014, p. 38. Sull'adesione di Ungaretti al fascismo, e in particolare sul rapporto fra il poeta e il duce, si sofferma anche Auria, presentando alcuni documenti conservati presso l'Archivio centrale dello Stato (C. Auria, mwa0iLa vita nascosta di Giuseppe Ungaretti, Firenze, Le Monnier, 2019, pp. 259-261).
cite-note-2323. mwa0ymwa0cmwa0gmwa0kmwa0oGiuseppe Ungaretti/biografia, su mwa0sNovecento letterario.itmwa0w, su mwa00novecentoletterario.it. mwa04URL consultato il 31 agosto 2008 mwa08(archiviato dall'mwa1aurl originale il 7 settembre 2019).
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cite-note-2727. La vicenda viene affrontata, attraverso testimonianze documentali ed epistolari, nel libro mwa24L'allegria è il mio elemento. Trecento lettere a Leone Piccioni, Milano, Mondadori, 2013.
cite-note-2828. La lettera di Ungaretti a De Gasperi viene riportata nell'epistolario mwa3iL'allegria è il mio elemento. Trecento lettere a Leone Piccioni, Milano, Mondadori, 2013.
cite-note-2929. Nell'epistolario mwa3yL'allegria è il mio elemento. Trecento lettere a Leone Piccioni (Mondadori, 2013) sono riportate le missive in cui Ungaretti parla degli interventi accademici (in nota è trascritta la lettera del critico Giuseppe De Robertis all'Accademia di Svezia) e politici per favorire, nel 1954, la sua candidatura al Premio Nobel per la Letteratura.
cite-note-3030. In una lettera che Ungaretti inviò il 4 novembre 1959 all’amico francese Jean Lescure che, tra l'altro lo aveva più volte aiutato al fine di ottenere il Nobel, definiva rancorosamente mwa3oQuasimodo un "opportunista", mettendo in dubbio il suo antifascismo di sinistra, accusandolo di aver "collaborato per vent’anni alle riviste fasciste di più stretta osservanza". Inoltre, Ungaretti affermava, erroneamente, che Quasimodo divenne professore nel 1944 grazie alla sua collaborazione con la mwa3sRepubblica di Salò (in realtà la nomina era del 1941). Il suo risentimento nei confronti dell'Accademia svedese lo portò ad affermare che nella commissione giudicatrice sedevano "quattro poeti ridicoli" e che il Nobel fosse "una merda". mwa3wRosario Gennaro (a cura di), mwa30Giuseppe Ungaretti – Jean Lescure. Carteggio (1951-1966), L. S. Olschki, 2010, pp.mwa34 198-200, mwa38ISBNmwa4a 9788822259585.
cite-note-3131. mwa4umwa4ymwa4cUngaretti, Quasimodo, Montale: l'unica volta insieme in TV, su mwa4gRai Cultura. mwa4kURL consultato il 3 novembre 2024.
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cite-note-3434. E. Gioanola, mwa5oStoria letteraria del Novecento in Italia, Torino, 1976. È difficile per esempio distinguere tra il senso dell'orrore della guerra e il senso del dolore universale delle cose, come in mwa5sPerché: mwa5w"Ha bisogno di qualche ristoro / il mio buio cuore disperso...", Carsia Giulia 1916 (mwa50Vita d'un uomo..., mwa54cit., p. 55).
cite-note-3535. G. Ungaretti, mwa6iVita d'un uomo (Tutte le poesie), mwa6mcit., p. 326. "mwa6qDunja mi dice il nomade, mwa6uda noi, significa universo. Rinnova occhi d'universo, Dunja" (mwa6yLe bocche di Cattaro, da mwa6cTutte le poesie, cit., p. 324).
cite-note-3636. collaborazione di Ariodante Marianni con l'Autore
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Bibliografia

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• Emerico Giachery, mwbagUngaretti e il mito (con un'appendice su Ungaretti e Dante), Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2012.
• Antonio D'Elia, mwbao«di quel giovane giorno al primo grido»: Ungaretti e la poesia dell'Eterno, prefazione di R. Caputo, Avellino, Edizioni Sinestesie, 2016, ISBN 978-88-99541-48-4.
• Paolo Divizia, mwba0Stereoscopie ungarettiane: In memoria e Roman cinéma, V, in mwba4Écho des Études Romanes, a. 18, n. 2, 2022, pp.mwba8 87–95.
• Mirella Scriboni, mwbbeImmagini-memoria di Alessandria d'Egitto in Ungaretti, in mwbbiSpazio e spazialità poetica nella poesia italiana del Novecento, Leicester, UK, 2005 ISBN 978-1-9052-3734-0.

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Collegamenti esterni

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